Guerra: quali sono le armi vietate?

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In un mondo nel quale l’unica azione che dovrebbe essere davvero vietata senza purtroppo riuscire ad esserlo davvero è la guerra, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha cercato di porre un veto relativo alle armi da potere o meno utilizzare nelle attività belliche.

In questo articolo Armi e Accessori, portale web specializzato nella compravendita di armi, vuole fornire delle specifiche in riferimento alle armi vietate in guerra.

A sancire ciò è stata l’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1980, con l’emanazione della Convenzione sulle armi convenzionali. Questa convenzione ha il compito di vietare o limitare l’uso di armi che potrebbero essere eccessivamente lesive o i cui effetti sono indiscriminati.

Nello specifico la CCW, entrata poi in vigore nel 1983, sancisce che:

  • Sono proibite le armi che possono ferire tramite frammento non rilevabili nel corpo attraverso i raggi X
  • Occorre limitare l’uso di mine o trappole esplosive
  • Sono vietate le armi incendiarie
  • È limitato l’uso di armi laser accecanti
  • È necessario liquidare nel migliore dei modi i residuati bellici esplosivi (compito dello Stato, dunque, è di bonificare i territori di competenza in seguito a un conflitto bellico).

Parallelamente, è bene ricordare che esistono convenzioni sancite negli anni ’90 che vietano anche l’utilizzo delle armi chimiche, batteriologiche e tossiche.

Tali convenzioni sono state sottoscritte e ratificate dalla maggior parte degli stati ma purtroppo non ancora da tutti, ed è di triste attualità l’utilizzo che se ne continua a fare in Siria.

Discorso a parte va fatto per le armi nucleari che – a differenza delle armi tossiche, delle mine e delle bombe a grappolo – ancora non sono state iscritte in nessun registro come ordigni vietati, seppur siano perfettamente (e tristemente) noti gli effetti disastrosi.

Alcune nazioni confidano che entro il 2017 si riuscirà a sancire una convenzione per il disarmo nucleare.