Il possesso delle armi negli Stati Uniti

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Il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America garantisce il diritto di possedere armi. Come molti altri emendamenti, anche questo affonda le sue radici nell’occupazione da parte dell’Impero britannico. Il possesso di un’arma da parte delle milizie cittadine in quegli anni era l’unico strumento che gli Statunitensi avessero per difendere territori, case e famiglie.

Se tale diritto sia esteso ai privati cittadini o solo alle milizie statali è tuttavia questione di acceso dibattito. Le Corti hanno interpretato il suo significato, in diversi casi giudiziari sin dal 1900, anche in favore dei primi.

Lo staff di Armi e Accessori, portale specializzato in vendita e acquisto di armi usate online, vuole spiegare il meccanismo del possesso delle armi negli USA.

Benché le regole cambino da stato a stato, la procedura per ottenere un’arma è simile.

Chiunque abbia più di 21 anni può acquistare una pistola, mentre i maggiori di 18 anni possono acquistare un fucile. L’acquirente deve presentare un documento di identità per consentire al venditore di registrare i suoi dati e associarli a quelli dell’arma.

Esiste, però, uno scontro ideologico tra i possessori di armi, i cosiddetti “pro-guns” (in inglese “gun” significa “arma da fuoco”), contrari all’introduzione di maggiori restrizioni e controlli, e coloro che invece spingono ad una limitazione delle armi personali.

Innanzitutto, i “pro-guns” si lamentano del fatto che giornali e tv, che raccontano i casi di violenza e le stragi condotte con armi da fuoco, parlano raramente dei casi in cui le armi vengono usate per difesa personale.

Secondo il dipartimento di Giustizia ogni anno più di 100mila americani vengono uccisi o feriti da un’arma da fuoco. Anche se si tratta di grandi numeri, da parte di coloro che difendono il secondo emendamento si sottolinea che sono nettamente inferiori ai 300 milioni di pistole possedute da civili: è un fatto che la grandissima parte dei possessori di armi non commetta crimini.

Infine il discorso dei controlli preventivi. Si fa notare che la maggior parte delle armi usate nelle sparatorie in cui sono morte più di 4 persone (i cosiddetti “mass shootings“) sono state comprate nei negozi autorizzati – e quindi l’FBI ha avuto modo di verificare l’identità di chi le ha acquistate – oppure sono state rubate e dunque maggiori controlli non avrebbero potuto impedirne l’uso.

Per questa ragione la presenza di controlli aggiuntivi non avrebbe alcun effetto di prevenzione delle sparatorie di massa, ma servirebbe solo a complicare la vita di coloro che non vogliono infrangere la legge.